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Vallo di Nera Featured

Written by  Sabato, 25 Novembre 2017 01:09
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Adagiato beatamente sui monti della Valnerina e attraversato dall'omonimo fiume Nera, il borgo di Vallo di Nera è facilmente accostabile ad una smielata poesia e fa della sua unicità il suo punto forte.
Il suo nome deriva da Castrum Valli, ossia "castello della valle". Il riferimento al fiume Nera fu aggiunto dopo l'Unità d'Italia.




In un contesto tipicamente verde in cui è facile perdersi nel fruscio dell'aria e lo scorrere dell'acqua, sorge questo borgo medievale tramandatoci perfettamente senza aver mai conosciuto un barlume di modernità e tecnologia.
Il territorio, abitato fin dall’VIII secolo a.C., entrò a far parte del Ducato di Spoleto nel 1177. Nel 1532 il condottiero Pietrone da Vallo, nato a Vallo di Nera, prima istigò il paese a ribellarsi contro Spoleto e poi, per rappresaglia e vendetta, saccheggiò e distrusse la sua stessa patria. Successivamente entrò poi nei domini della Chiesa per restarvi sino al 1860 quando, dopo l’Unità d'Italia, divenne Comune autonomo.

Parcheggiamo ai piedi del borgo dove ad attenderci c'è la cinta muraria che nel medioevo la rendeva castello e le consuete scalinate che ci accompagnano nel centro storico. Non appena terminata, incrocerete con inevitabile ammirazione la splendida chiesa francescana della Santissima Annunziata dell'Eremita.
La chiesa, menzionata per la prima volta nel XII secolo, ha una tipica forma regolare e quadrata terminante con una cuspide che le regala un tocco di gotico. La possente torre campanaria posta al di sopra del presbiterio accoglie nella sua cella un'antica campana del XIV secolo.

L'interno è a navata unica, di arte tipicamente francescana e impreziosita ai lati da affreschi purtroppo erosi dal tempo ma altrettanto affascinanti e ammalianti. Cio' che rimane dei dipinti proviene da scuola giottesca, nello specifico Giovanni Boccati e Girolamo Di Giovanni mentre l'abside è opera di Cola di Pietro da Camerino del 1383.
Di notevole interesse è anche la chiesa di San Giovanni Battista, situata nella parte più alta del borgo, il cui interno presenta uno stupendo affresco firmato da Jacopo Siculo (Giacomo Santoro da Giuliana) che lo eseguì nel 1536 su commissione della comunità locale.

Il fatto che questo borgo sia totalmente immerso nella natura e privo di punti vendita e luoghi di ristoro lo rende indubbiamente interessante e riflessivo, ma al contrario può risultare il classico "paese per vecchi" destando un rilevante sconcerto, provando ad immaginare quanta strada sia necessaria per raggiungere anche il più piccolo supermarket.
Al contrario per chi ama nutrirsi di piacevoli giornate fuori città, Vallo di Nera è indubbiamente una generosa città dispensatrice di profumi e sapori, in un contesto storico isolato abbracciato da un verde fuori dalla classica concezione.

Da assaggiare sicuramente il tartufo nero, che va per la maggiore in tutti i borghi dell'Umbria.

 

Galleria di Vallo di Nera:



Mappa di Vallo di Nera:

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