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Written by  Martedì, 21 Novembre 2017 21:32
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Al confine tra Lazio e Umbria, in provincia di Terni troviamo Orvieto, una città antichissima che ha vissuto tutte le ere dell’umanità, sin dall’età del bronzo. Successivamente vi troviamo testimonianze etrusche, accertate dalle campagne di scavi effettuate, confermata dopo numerose polemiche tra archeologi specializzati in etruscologia.



Orvieto venne costruita su di un colle, nei pressi di un famoso luogo di culto che ogni anno ospitava un ingente numero di fedeli provenienti dall’Etruria. Vide il suo periodo di massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., di cui ne beneficiarono le ricche famiglie dell’epoca creando un regime oligarchico. Nell’arco di questi due favorevoli secoli, Orvieto fu colpita da un incredibile incremento demografico, un fiorente patrimonio artistico e risultò inespignabile in ambito militare grazie alla sua posizione strategica.

Nel III secolo a.C. pero’ le famiglie regnanti crearono delle faide tra loro, e furono costrette a chiedere l’ausilio dei romani i quali, per motivi ancora non spiegati dalla storia, invece di accogliere la richiesta di aiuto rasero al suolo Orvieto, deportarono i loro abitanti nei pressi del lago di Bolsena e razziarono i luoghi di culto interni. Con la caduta dell’Impero romano d’Occidente, Orvieto passò sotto il dominio dei Goti, poi dei Bizantini di Belisario ed infine persino dei Longobardi. Non potevano mancare lotte per la conquista della città nel Medioevo, dove Orvieto fu altresi’ protagonista del buio periodo della lotta tra Guelfi e Ghibellini, in un sanguinoso conflitto tra famiglie facenti parti dell’una e dell’altra fazione.

Tra le varie ricordiamo i Monaldeschi, i Filippeschi, i Malcorini,i Muffatti ed infine gli Orsini. In epoca basso medievale la città fu soggetta al potere della Chiesa e più avanti conquistata dai francesi di Napoleone. Sarà solo nel 1860, grazie a Giuseppe Garibaldi e al suo seguito, che Orvieto si libererà di ogni tirannia e sottomissione, annessa dunque al Regno d’Italia. Una storia intensa, colma di periodi lucenti e bui, di guerre politiche e sanguinose, che fanno di Orvieto una minera d’oro per storici e archeologi.

Come già detto, Orvieto sorge su di un colle, per cui la strada per raggiungere il centro storico è ripida, da percorrere senza l’ausilio dell’automobile. Sostando l’auto in basso la città, potrete salire gustandovi il carattere antico delle abitazioni, seguendo le indicazioni che portano al luogo di maggior spicco di Orvieto: il Duomo.Questo regale tempo di culto è facilmente visibile dato l’evidente dislivello d’imponenza tra i palazzi di Orvieto e la chiesa stessa, dislivello che regala (semmai ce ne fosse bisogno) un grande colpo d’occhio al turista.

Avvicinandovi ad esso, sarete colpiti da questa visuale, che a mio parere in foto non rende del tutto giustizia.

Una volta giunti in piazza, potrete comodamente sedervi sulle panchine poste di fronte la chiesa e godervi lo spettacolo d’innanzi, un capolavoro d’arte gotica.
Il Duomo d’Orvieto fu costruito nel 1290 per volere di papa Nicolò IV, delegato ad un artista purtroppo sconosciuto. In seguito, Lorenzo Maitani assunse il ruolo di capo mastro e nell’arco della sua vita riusci’ ad ultimare la gotica facciata frontale del duomo. Alla sua morte, molti furono gli architetti che presero parte al progetto, alcuni per breve altri per lungo periodo. Il progetto prese una forma definitiva solo nella seconda metà del 1500, a cura di Ippolito Scalza, che costrui’ tre delle quattro guglie.

L’interno del duomo presenta sulla volta affreschi del ’300 e ’400, a partire dalla Basilica di San Brizio, ad opera di Signorelli sul finire del ’400, per arrivare alla Cappella del Corporale e al presbiterio di Ugolino di Prete Ilario durante il 1300.

Considerato una delle chiese piu’ belle d’Italia, il Duomo d’Orvieto è una calamita per turisti da tutto il mondo, che spesso tappeggiano ad Orvieto anche solo per una rapida occhiata.

Se andrete ad Oriveto, non potrete mancare di visitare il pozzo di San Patrizio, una cavità sotterranea scavata verticalmente per 53 metri. Il pozzo fu fatto costruire per volere di papa Clemente VII nel 1527, a fine tutelativo dopo gli orrori del Sacco di Roma. Il progetto aveva lo scopo di fornire acqua in caso di eventuale calamità o assedio. Delegò i lavori del pozzo ad Antonio da Sangallo il Giovane, che ultimò l’opera nel 1537. Il pozzo di San Patrizio è un capolavoro di ingegneria, avente due scalinate che portano l’una sul fondo, l’altra in superficie. Grazie all’ingeno di Sangallo, vi sembrerà di scendere e salire la stessa scalinata, quando in realtà ne avrete percorse due ben distinte. Questo favorisce la totale solitudine durante la discesa, senza mai incontrare chi in realtà sta salendo (riuscirete ad ascoltare soltanto le loro voci). La leggenda che echeggia nell’etere locale, è quella secondo cui Gesù avrebbe indicato a San Patrizio il luogo dove mostrare le pene dell’inferno agli infedeli, affinchè potessero redimersi e convertirsi al Credo (il fondo del pozzo). Il nome assegnatogli deriva dall’evidente somiglianza con la caverna irlandese denominata per l’appunto, Purgatorio di San Patrizio.

Consiglio vivamente di soffermarsi almeno per un caffè ad ammirare le attrazioni di questa storica città, dal momento che Orvieto è un ottimo viatico per raggiungere le vostre destinazioni. Ricordo a tutti che l’interno del Duomo ha un costo che si aggira sui 6 euro, mentre per scendere il pozzo di San Patrizio sono ne sono necessari 5. Se vorrete gustare le prelibatezze locali, vi sconsiglio i ristoranti adiacenti il Duomo, dai prezzi stellari. Più economico e altrettanto gustoso sarà un qualsiasi alimentari che vi proporrà degli ottimi panini con salumi del luogo a prezzi relativamente accessibili (sui 3 euro a panino), avendo la possibilità inoltre di assaggiare il pane locale.

Galleria di Orvieto:



Mappa di Orvieto:

Read 115 times Last modified on Giovedì, 23 Novembre 2017 21:16
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