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San Gimignano Featured

Written by  Sabato, 25 Novembre 2017 11:12
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Facente parte dei patrimoni dell’UNESCO in quanto mantenuto quasi intatto dai tempi del Medioevo, San Gimignano è definita anche la Manhattan della Toscana, nome che le deriva dalla moltitudine di torri che la compongono, ridotte a meno  della metà a causa di guerre e bombardamenti. 



Fu fondata dagli etruschi su un colle della Val d’Elsa ad un’altezza di 300 metri, posizione che favoriva loro vantaggi strategici notevoli.
Ottenne il nome di San Gimignano nel X secolo in onore del vescovo di Modena San Geminiano, che si dice apparve ai barbari nel momento in cui questi erano in procinto di attaccare la città.
Attraversata dalla via Francigena, nel Medioevo San Gimignano vide il suo periodo più florido.
Nonostante fosse coinvolta nella guerra tra guelfi e ghibellini, vista anche l’inevitabile posizione geografica al centro delle due contendenti (Firenze e Siena), San Gimignano intravide in quel periodo splendore e sontuosità. Furono compiute numerose opere pubbliche, si sviluppò una forte attitudine al commercio, soprattutto in quello vinicolo (che al giorno d’oggi vede ancora San Gimignano di nicchia) e in quello dello zafferano. Furono poi costruite 70 torri dalle famiglie locali benestanti, ognuna più alta dell’altra, dando risalto allo spirito di competizione e all’ostentazione delle ricchezze possedute. Di quelle 70 torri, oggi ne sono visibili solo 14, per le ragioni sopra citate.

Rimase città ghibellina fino al 1255, passando poi per le mani guelfe, per poi tornare dei ghibellini nel 1260, a seguito della vittoria nella battaglia di Montaperti.

Nel 1300 fu colpita da peste e carestia, iniziando un lento declino che la vedrà arrendersi ineluttabilmente a Firenze, continuando però a crescere artisticamente sotto il dominio fiorentino con meravigliose opere e affreschi, come quelli di Domenico Ghirlandaio all’interno del Duomo.

Arriviamo a San Gimignano, e ci troveremo all’esterno di un muro di cinta, con una sola e unica entrata a disposizione. Dovremo quindi parcheggiare la macchina all’esterno delle mura, cosa che purtroppo ci costerà molto cara (ben 2 euro l’ora). Passeggiando lungo le mura si arriva all’entrata principale (Figura 3) che ci porterà all’interno di questo meraviglioso borgo.

 Come potete ben notare, l’antica caratteristica della città è stata completamente salvaguardata, cosa che vi permetterà di celarvi per qualche ora nell’epoca rinascimentale che l’ha dipinta di arte e storia. I lati delle strade si compongono di negozi nei quali potrete acquistare i classici santini e souvenir da ricordo e molte trattorie per soddisfare il vostro appetito. Una volta percorsa la via principale ci imbatteremo in una salita che attraversa un archetto, per poi arrivare alla piazza principale del borgo, Piazza del Duomo.

 Un panorama di rara bellezza che vi permetterà di comprendere la diversità e l’originalità di questo borgo rispetto a qualsiasi altro d’Italia. Il centro di San Gimignano è gremito di torri, visibili quasi da ogni lato della città, dalle dimensioni pressochè imponenti. La Torre Rognosa, detta anche torre dell’Orologio o torre del Podestà, è una delle più alte e meglio conservate di San Gimignano, misurando ben 52 metri di altezza. Si eleva in piazza del Duomo dal palazzo vecchio del Podestà, ed è l’unica ad aver mantenuto una forma tettoidale sulla cima.
Il Duomo, o meglio Cattedrale di Santa Maria Assunta, ha origini molto antiche risalenti al 1056, subendo cambiamenti e ristrutturazioni fino alla fine del 1400. Al suo interno sono visibili affreschi attinenti al Vecchio e Nuovo Testamento, altri di Domenico Ghirlandaio e quadri della vecchia scuola senese del XIV secolo. Il costo di entrata è abbastanza elevato, sui 10 euro, per cui consiglio a chi non fosse troppo interessato di ammirarla da fuori. Adiacente troviamo Piazza della Cisterna, un meraviglioso panorama datato con al centro il pozzo dei desideri, dove è solito gettare una monetina con la speranza di realizzare il proprio volere, richiamando quella che per i romani è l’illustre Fontana di Trevi.

Durante il vostro soggiorno a San Gimignano, potrete intrattenervi nel museo della tortura, una rassegna di oggetti utilizzati in passato per infliggere dolore a criminali, eretici e streghe. Il tutto sarà guarnito di testo esplicativo e immagini chiaritrici. Un museo sicuramente per stomaci forti ma che ci aiuta a comprendere la fortuna di cui fruisce la nostra generazione nel poter scrutare tali macchine di morte giusto in un museo. La struttura si estende anche verso il basso, dove troveremo una prigione originale dell’epoca in cui è stato ricostruito uno scenario di tortura e di attesa di pena. Il costo d’entrata è alto, 8 euro, ma a mio parere ne vale la pena.

Se voleste concedervi qualche souvenir, soprattutto di carattere gastronomico, vi consiglio di girare meticolosamente la città in quanto, essendo prettamente turistica, i prezzi sono alle stelle. Capirete quindi quanto cari possano risultare vino e pecorino, i cavalli di battaglia di San Gimignano. Consiglio di gettarvi sui classici souvenir, di cui troverete un’esponenziale rassegna.
Stesso discorso per le trattorie, sconsigliate sicuramente quelle che danno sui corsi principali, consigliate invece quelle più nascoste e insospettabili. Personalmente ho mangiato in una trattoria situata in un minuscolo vicoletto, che mi ha attirato grazie al portone in stile medievale adornato di stemmi dell’epoca. I prezzi risultano non del tutto vantaggiosi, ma rientranti nella normalità.

Tuttavia il cibo, neanche a dirlo, era di una squisitezza rara.

Postilla finale: San Gimignano è sicuramente il borgo più bello d’Italia, l’unico ad aver mantenuto le tradizioni, l’architettura e l’ambiente dell’epoca. Assolutamente da visitare.

 

Galleria di San Gimignano:



Mappa di San Gimignano:

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