Anno del Signore...

« December 2018 »
Mon Tue Wed Thu Fri Sat Sun
          1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30
31            

Scegli Regione

Cerca

Caprarola Featured

Written by  Giovedì, 23 Novembre 2017 20:59
Rate this item
(0 votes)

Lungo la strada per Viterbo venendo da Roma, ci troveremo a passare in maniera obbligata per la graziosissima Caprarola, un piccolo borgo a forma di cuspide che termina con il meraviglioso Palazzo Farnese, di forma pentagonale. 



La città di Caprarola fu fonte di innumerevoli contese tra le più importanti famiglie italiane del medioevo e del Rinascimento tra le cui fila compaiono gli Orsini, i Riario-Della Rovere e infine di Farnese. Gia', a questi ultimi dobbiamo la costruzione del palazzo che ancora oggi risulta in perfetto stato e che sbigottisce chiunque ne osservi le pareti.

La curiosità sta nello scoprire che inzialmente il palazzo doveva avere il ruolo di fortezza, infatti l'architetto Antonio da Sangallo, nel 1530, aveva progettato il tutto circondando il palazzo di quelle che avrebbero dovuto essere delle spesse mura invalicabili, inclinate per deviare i colpi di cannone. Ancora oggi è facilissimo constatare che la pianta bassa del palazzo è un evidente circondario di mura da difesa.

Quando però il cardinale Farnese divenne papa Paolo III, i lavori furono interrotti e vennero abbandonati per ben 30 anni, fino ad arrivare alla volontà del nipote, Alessandro Farnese che diede uno scopo al duro lavoro del Sangallo, ma in un tema tutt'altro che militare.

Il palazzo infatti, ebbe funzione di residenza estiva dello stesso porporato il quale non bado' alla minima spesa facendo edificare un concentrato di colori vivi e sconfinati.

Protagonista di tale realizzazione stavolta fu il Vignola, che sovrappose letteralmente la nuova idea sulle mura di cinta, utilizzandole come fondamenta.

Il risultato di queste idee ha dato vita ad un palazzo estremamente resistente, che grazie alla maestria dei due architetti è arrivato a noi perfettamente fedele al tempo della costruzione.

Attraversato il giardino adibito a libero passaggio, oltrepassiamo l'atrio del palazzo per immergerci in quella che è soltanto la sala d'attesa, e se avevate anche il minimo dubbio se addentrarvi o meno, sicuramente cambierete idea osservando gli affreschi cinquecenteschi rappresentanti alcune città italiane dell'epoca, tra le quali Spoleto. Il prezzo del biglietto è relativamente irrisorio, 5 euro, con i quali otterrete una visita guidata completa (ma solo in orari ben precisi e stabiliti dalla direzione).

La sala di attesa è composta da due portoni lignei, i quali portano rispettivamente alla sontuosa scalinata circolare e al cortile di forma pentagonale.

Il cortile è interamente affrescato su tutte le pareti e circondato da una quantità smisurata di archi e capitelli che completano un perfetto giro di 360 gradi. Il secondo piano è pressochè identico al piano terra, sorretto da una balaustra che ha funzione di balconata e di passaggio da una stanza all'altra. Al centro del cortile inoltre, è presente il viso di una gorgone.

Lasciamo a malincuore il cortile ed entriamo nella seconda porta, quella della scalinata: difficile descrivere l'emozione che si puo' provare nel salire ogni singolo gradino ed accorgersi che ogni piccolo particolare non è stato lasciato al caso. Difatti, il cardinale Alessandro Farnese (ma tutta la famiglia in generale) era un rinomato amatore del bello e adorava ostentare la propria ricchiezza a discapito degli ospiti inevitabilmente invidiosi.

Il tour si compone di un giro completo intorno al poligono, e presenta una serie di stanze ognuna con nome proprio a seconda del significato e del ruolo che svolgeva a palazzo. Tutt'intorno ammiriamo moltissimi affreschi di Taddeo Zuccari, poi sostituito, alla sua morte (1566), dal fratello Federico Zuccari, da Onofrio Panvinio e da Fulvio Orsini. Tra le variopinte sale che compongono il poligono, è importante ricordare la Sala d'Ercole, composta da una vetrata frontale che da sul borgo, dando la sensazione di punto di riferimento per la popolazione. La sala, destinata ad ospitare banchetti e ricevimenti, descrive assiduamente in maniera meticolosa la vita di Ercole, dando risalto alle sue imprese attraverso gli affreschi del Zuccari. Ciliegina sulla torta, la fontana sulla destra che descrive l'atto di Giove che scaglia una pioggia di pietre in aiuto di Ercole, nel tentativo di recuperare i giovenchi rubatigli da Belgione e suo fratello, uccidendoli a sassate.

Continuiamo il nostro viaggio nel palazzo per giungere infine a quella che sicuramente è la sala più affascinante della costruzione: la Sala del Mappamondo.

Questo enorme spazio a pianta rettangolare, concentra una particolare attenzione alle grandi scoperte geografiche dell'epoca, dedicando affreschi di riconoscimento ai più importanti esploratori come Magellano e Colombo.

Le pareti sono arricchite da rappresentazioni di come, secondo gli uomini del tempo, erano i continenti: vedremo quindi sulla destra l'Africa, sulla sinistra l'Asia e cosi' via, fino all'affresco frontale che ci regala un meraviglioso tentativo di rappresentare il planisfero.

Alzando lo sguardo, difficile non distinguere i 12 quadretti dedicati ai segni zodiacali, ognuno rappresentante una particolare vicenda.

Tornando indietro, se la guida si rendera' disponibile nell'accompagnarvi, non potrete mancare l'appuntamento con il giardino, costruito sul retro del palazzo per evitare sguardi indiscreti da parte della popolazione.

Terminato il tour, affamati non più di arte bensi' di cibo, consiglio di recarvi all'Antica Trattoria del Borgo, pubblicizzata in tutta Caprarola per ovvi motivi: cibo delizioso e abbondanti quantità abbinati ad una cortesia d'altri tempi (troverete il link diretto sulla destra dell'articolo).

Galleria di Caprarola:



Mappa di Caprarola:

Read 120 times Last modified on Giovedì, 23 Novembre 2017 21:03
More in this category: « Torre Alfina Sutri »